I tumori neuroendocrini sono un gruppo eterogeneo di tumori rari, con incidenza annuale di 5-6 nuovi casi ogni 100.000 abitanti/anno in pratica circa 3000 nuovi pazienti/anno. Colpiscono le cellule del sistema neuroendocrino diffuso, specializzate nella produzione di ormoni e di neuropeptidi specifici, la cui iperproduzione può rendersi responsabile di sindromi cliniche caratteristiche. Più spesso, tuttavia, i NET non si associano a sintomi evidenti e risultano perciò di difficile diagnosi; crescendo lentamente, possono infatti rimanere silenti per anni ed essere riscontrati quando già metastatici.
Negli ultimi anni, il numero dei casi è aumentato, soprattutto in conseguenza delle migliori tecniche diagnostiche e conoscenze dei sintomi della malattia a disposizione.
I tumori neuroendocrini sono definiti a bassa incidenza e alta prevalenza.
Tra i fattori di rischio un ruolo importante è svolto da:
Se una persona presenta sintomi gastrointestinali persistenti, vampate inspiegabili, diarrea cronica o ipoglicemie ricorrenti senza causa apparente, un NET può essere tra le ipotesi diagnostiche, soprattutto se i sintomi sono ciclici o associati ad alterazioni ormonali.
Generalmente i NET prendono il nome dal tipo di cellule da cui si sono sviluppati e non dal sito in cui è localizzato il tumore; le cellule da cui originano sono diffuse in molti organi e ne regolano la funzione in risposta a stimoli specifici. Circa il 60-70% dei NET si presenta a livello del tratto gastro-entero-pancreatico mentre più raramente sono interessati prostata, bronchi, polmoni e timo.
Hanno una bassa o bassissima attività proliferativa, per cui si associano generalmente a buone prospettive di sopravvivenza nel lungo termine. La loro natura meno aggressiva, ma comunque maligna, fa sì che questi tumori possano dare metastasi, anche molto tempo dopo l’identificazione del tumore primitivo.
Hanno un’alta attività proliferativa ed un più elevato grado di malignità, per cui si associano generalmente ad una maggiore probabilità di evolvere verso la fase metastatica. Nonostante negli anni passati i NET siano stati denominati “carcinoidi”, attualmente tale termine è utilizzato solo per le forme associate a Sindrome da Carcinoide, condizione provocata dalla presenza in circolo di una specifica amina, la serotonina. Da un punto di vista clinico, i NET vengono distinti in NET funzionanti, che si manifestano con una sindrome da iperproduzione di un determinato peptide (insulinoma, gastrinoma, glucagoma, ecc) e NET non-funzionanti (circa il 70% del totale), così definiti in quanto non secernenti peptidi biologicamente attivi.
I NET che si sviluppano nei vari distretti del tratto gastro-entero-pancreatico vengono definiti GEP-NET e possono essere classificati, in base alla sede, come segue:
I NET-GEP hanno un’incidenza di 1,2-3 nuovi casi ogni 100.000 abitanti/anno. Questi tumori possono produrre varie sostanze ormono-simili, tra cui la serotonina, che in presenza di metastasi epatiche, può causare la Sindrome da Carcinoide, caratterizzata vampate di calore al volto che si estendono al collo e al tronco, diarrea, fibrosi del cuore destro e problemi respiratori. Oltre alle manifestazioni cliniche, la diagnosi di Sindrome da Carcinoide si basa sulla misurazione del metabolita urinario della serotonina, l’acido 5-idrossiindolacetico (5-HIAA). I NET-GEP producono metastasi, più frequentemente linfonodali ed epatiche, ma anche peritoneali, polmonari ed ossee. La sopravvivenza a lungo termine e la qualità di vita del paziente dipendono in ampia parte dal controllo della crescita del tumore e dalla soppressione dei sintomi.
hanno un’incidenza che va da 1.2 a 3 nuovi casi ogni 100.000 abitanti per anno. Questi tumori possono produrre una serie di sostanze ormono-simili, tra cui la serotonina, che, in presenza di metastasi epatiche, può causare la sindrome da carcinoide, caratterizzata da flushing cutaneo (eritema transitorio al volto che si estende al collo e al tronco), diarrea, cardiopatia del cuore destro e broncocostrizione. Oltre alle manifestazioni cliniche, la diagnosi di sindrome da carcinoide si basa sulla determinazione del metabolita urinario della serotonina, l’acido 5-idrossiindolacetico (5-HIAA). Tali neoplasie possono associarsi allo sviluppo di metastasi, più frequentemente linfonodali ed epatiche, ma anche peritoneali, polmonari ed ossee. La sopravvivenza a lungo termine e la qualità di vita dipendono in ampia parte dal controllo della crescita del tumore e dalla soppressione dei sintomi.
Sono tumori caratterizzati dalla produzione di gastrina che stimola la produzione di acido nello stomaco. Si formano prevalentemente nel duodeno (75% circa dei casi), meno frequentemente nel pancreas (24%). Hanno incidenza annuale di 1-3 casi ogni 100 000 abitanti/anno. Circa il 60% dei pazienti presenta metastasi a livello dei linfonodi e del fegato. I gastrinomi possono presentarsi sia in forma isolata che associati alla sindrome MEN1. I sintomi comprendono dolore addominale, reflusso gastro-esofageo, ulcere gastriche e/o duodenali, spesso multiple e diarrea. L’insieme di tali sintomi viene comunemente indicato con il termine di “Sindrome di Zollinger-Ellison (ZES)”.
Sono tumori neuroendocrini del pancreas che causano una sindrome caratterizzata da intolleranza al glucosio o diabete di varia gravità, dimagrimento, anemia. Questi tumori, che sono tra i più rari, prevalgono nel sesso femminile ed hanno generalmente un comportamento maligno. La maggior parte dei pazienti presenta già metastasi linfonodali e/o epatiche al momento della diagnosi.
Hanno sede nel pancreas e sono generalmente benigni. Originano dalle cellule beta delle isole pancreatiche che sono stimolate ad una eccessiva produzione di insulina, che provoca sintomi di un basso livello di glicemia nel sangue (ipoglicemia) quali fame, debolezza muscolare, visione offuscata, sudorazione, tremore e palpitazioni. Prevalgono nel sesso femminile ed hanno incidenza di circa 1-4 casi ogni 100.000 abitanti/anno.
sono tumori caratterizzati dalla prevalente secrezione di gastrina, ormone deputato alla stimolazione della secrezione acida gastrica. Insorgono prevalentemente nel duodeno (75% circa dei casi), meno frequentemente nel pancreas (24%). Hanno incidenza annuale di 1-3 casi ogni 100 000 abitanti. Alla diagnosi, circa il 60% dei pazienti presenta metastasi a livello dei linfonodi regionali e del fegato. I gastrinomi possono presentarsi sia in forma sporadica che nell’ambito di sindrome MEN1. I sintomi comprendono dolore addominale, malattia da reflusso gastro-esofageo, ulcere gastriche e/o duodenali, spesso multiple e diarrea. L’insieme di tali sintomi viene comunemente indicato con il termine di “sindrome di Zollinger-Ellison (ZES)”.
si sviluppano nel pancreas, nel duodeno e nell’intestino tenue. Producono somatostatina, un peptide inibente molti processi fisiologici che porta ad un quadro clinico caratterizzato da litiasi della colecisti, diabete mellito e diarrea con steatorrea. In molti pazienti i somatostatinomi sono scoperti occasionalmente in corso di endoscopia digestiva o intervento chirurgico eseguiti per altri motivi.
sono tumori che si manifestano principalmente a livello dei polmoni, del pancrease dell’intestino tenue e che secernono il fattore rilasciante l’ormone della crescita (GFR: Growth hormone-Releasing Factor), con conseguente acromegalia. Possono essere associati a sindrome MEN1.
I NET GEP non funzionanti non si associano alla presenza in circolo di specifiche sostanze ormonali e, per tale motivo, non si manifestano con una sintomatologia caratteristica. Queste forme neoplastiche possono comunque provocare sintomi aspecifici imputabili alla massa tumorale, come dolore addominale, ittero, occlusione intestinale o calo ponderale. Per questi motivi, vengono spesso diagnosticati tardivamente o in via occasionale nel contesto di indagini strumentali routinarie o effettuate per altre patologie.